Salve a tutti..

28 08 2008

Salve a tutti..

 

 

 

 

Mi chiamo Romar, ho 18 anni e sono di nazionalità filippina. Entrambi i miei genitori sono filippini (ovvio), ma sono nato e cresiuto a Roma. Amo la pallavolo, anzi ne sono totalmente dipendente, e cantare; anche se ammetto che sono + bravo a giocare a pallavolo. Frequento l’ultimo anno al Liceo Farnesina di Roma, anzi più precisamente frequenterò l’ultimo anno, in quanto scuola inizia il 15 settembre.

FILIPPINO FUORI, TRICOLORE NEL CUORE

Nonostante le mie origini, voglio prendere la cittadinanza Italiana. Sono nato e cresciuto in questo bellissimo paese di cui amo quasi tutto, dal cibo alle ragazze XD. In questi ultimi giorni sono occupato a raccogliere i vari documenti necessari per la cittadinanza(certificati medici, di scuola-frequenza-, tutto ciò che ho fatto da quando sono nato a oggi). Lo faccio io, ma dovrebbero farlo tutti coloro che hanno il mio stesso problema. Ossia io, pur essendo nato a roma e mai lasciato il paese, la mia prima registrazione di residenza è stata effettuata un anno dopo la mia nascita e quindi per questo motivo devo cercare documenti che attestino che ero realmente nel territorio italiano dalla nascita al mio 18° anno di vita. Pare che abbia trovato tutto, spero solo che la mia fatica non sia vana.

LA PALLAVOLO, UNA RAGIONE DI VITA

Coscione che mura.

Insomma la pallavolo, per me, non p solo una passione o uno sport, è proprio una ragione di vita. Cominciò  a piacermi alle elementari, esattamente in 4a. Ma mia madre mi aveva iscritto a svariati corsi alternativi: pianoforte, karate e corsi di inglese alla BRTISH SCHOOL di via cassia(per ben 2anni). Per carità la ringrazio per avermi fatto fare esperienze, ma l’avrei ringraziata di più se mi avesse iscritto subito al corso di pallavolo quando glielo avevo chiesto. Comincio concretamente a giocare a pallavolo in 1° media. Mi iscrissi alla società Roma90 che ha sede all’istituto Stendhal di via cassia. Michelangelo fu il mio primissimo allenatore. Il primo giorno ero emozionatissimo e non vedevo l’ora, ogni volta, di andare a fare gli allenamenti. Quegli anni furono bellissimi, vincemmo tutto con la mia mitica squadra, e non per eccessivo egocentrismo-narcisismo, ero uno dei giocatori fondamentali; che aveva sempre combattuto fino alla fine di ogni partita. Davo l’anima. Due anni e mezzo alla Roma90. Fui costretto a lasciare, in quanto, quando mi iscrissi per il 1° anno al liceo, nella Roma90 non esisteva una maschile, nè un misto, ed era quasi inutile continuare. Così abbandonai la pallavolo per ben due anni. Non so come ho fatto, ma ero riuscito a resistere per tutto quel tempo. Ma la voglia di giocare, prima o poi risalì. Ed ecco che coincidenze e circostanze, un amico ritrovato(che voleva giocare a pallavolo: ADRIANO D.), ci fa trovare una squadra che aveva come Sede la Succursale del mio Liceo. Ed io, ne ero completamente all’oscuro. Primo giorno=Provino. Non è andato benissimo. Conosco per la prima volta il mio attuale allenatore Massimo P. del Tor di Quinto volley. Nota una certa dote in me, che era quello del palleggio. Dopo averlo notato, mi mette subito a palleggiare, come se avesse già deciso che, se avessi continuato a giocare da loro, quello sarebbe stato il mio ruolo definitivo. Avevo quella sensazione. E più o meno è stato così. Quell’anno ero ancora piccolo, 15enne o 16enne. Ero nell’Under 16 maschile, che all’epoca(3 anni fa)allenava Margherita, un’allenatrice con i fiocchi. Ha avuto fiducia in me, e per il problema che io ho(la mia bassezza 171attualmente) non ne ha data tanta importanza. Una volta mi disse, in quanto ero molto dispiaciuto di fare il palleggiatore:” Se vuoi schiacciare e basta, devi cercare altre squadre che te lo permettano”. Sembra quasi rude, ma non aveva nessuna cattiva intenzione. Mi è sempre piaciuto schiacciare, e non lo farei se non ne fossi veramente in grado. Però il palleggio mi si addiceva di più. Con Margherita arriviamo fino in finale, ma perdiamo contro la nostra eterna rivale: Costruzioni 90, l’allora A.S.D Green Volley. Ma nonostante quella sconfitta, ero contento, perchè giocare a pallavolo mi rendeva felice. Dopo quell’anno, l’U 16 scomparve e passai in terza divisione. Conobbi molte facce nuove, tra cui il figlio di Massimo, Gabriele(attualmente protagonista di un film, bravo no?), Valerio R., figlio del dirigente di società, Renato e altri ragazzi. Salendo di livello, il mio ruolo era reso sempre più definitivo, non c’era spazio per un nano schiacciatore. E mi dovetti “accontentare” di essere il secondo palleggiatore della III divisione M. Mi allenavo per diventare più bravo, per essere il migliore nel mio ruolo, ma lo schiacciatore che era/è in me a volte riesce fuori. Ma cerco sempre di trattenerlo. Nel 2007/2008 divento secondo(in teoria terzo, c’è un ragazzo che è banda, ma alza bene, ma è + alto di me-.-) palleggiatore della II divisione e primo nell’U 18, l’ultimo anno per me in quella serie in quanto nato nel ‘90. In U18 dò il 100% nel palleggio, anche se avrei voluto schiacciare, e Massimo me lo avrebbe permesso se ci fosse stato uno all’altezza, che sapesse alzare. Ma essendo l’unico della squadra ad avere un bel tocco, sono stato destinato a palleggiare. Si a volte entro come opposto/palleggiatore, nello schema 4-2; ma i vari infortuni del secondo palleggiatore e dell’opposto/palleggiatore, mi hanno costretto a rimanere nel ruolo che forse più mi si addice ma che non amavo troppo.

continua…

[ora continuo..ieri avesso smesso perchè erano le 2 di notte..]

Il ruolo del palleggiatore era veramente odioso, ma poi ho imparato a conviverci. Pensavo che se volevo giocare dovevo assolutamente fare quel ruolo. E così dopo un anno che ho fatto il palleggiatore, mi è cominciato a piacere. Sopratutto quando a scuola mi sono iscritto alla squadra del farnesina. In questa squadra sono presenti elementi di cui sono in possesso di qualità ben evidenti. L’altezza, la tecnica, la tenacia. A vedereli così capii che nn c’era posto per uno schicciatore basso e quindi decisi di impegnarmi al massimo nel palleggio. Anche perchè mi riusciva bene. Allora dopo alcune alzate, mi sono reso conto che erano veramente bravi e che quindi non li si poteva dire niente. Schiacciavano che era una meraviglia..e così mi è cominciato a piacere fare il palleggiatore. Alzare la palla non mi dava tanta soddisfazione, ma quando vidi le schicciate sulle mie alzate, allora si che mi ritenevo soddisfatto. Ed è così che ho cominciato ad apprezzare il ruolo che ho. Molti ragazzi delle Svariate società con cui gioco, mi dicono che sono proprio bravo a fare il palleggiatore, e che sono un giocatore completo tecnicamente ma che fisicamente avevo delle carenze. è vero, e non ci posso fare niente..l’unica cosa che mi fa giocare è la passione, e se sono veramente appassionato di pallavolo, dev saper apprezzare ogni parte della pallavolo: da giocatore a panchinaro..XD..cmq con la scuola, il liceo Farnesina, siamo arrivati Terzi al torneo di Volley-Scuola, sponsorizzata dall’ACEA..ed è stata una bella esperienza..Sono felice..perchè la pallavolo, sopratutto quest’anno, anzi l’anno appena passato, mi ha dato tante emozioni e distrazioni da problemi che magari avevo..quindi la pallavolo è anche terapeutica..provatela, e non ve ne pentirete, Soddisfatti o Rimborsati…XD..


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